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Sunday, 25 March 2012

Pappardelle all'ortolana


(English version below)


Una cartolina dal mio orto.
Vai a www.food4thght.com. Thank you.


Saturday, 18 February 2012

Wednesday, 19 October 2011

Tuesday, 21 June 2011

le fettucce che sognano il mare






     Credo che possiamo essere tutti d'accordo se dico che la buona cucina, oltre alla pratica e alla tecnica, è soprattutto un atto di creatività. Ma cosa è la creatività? Domanda per nulla banale visto che le definizioni disponibili sono infinite e spesso, se non in contraddizione tra se stesse, quanto meno elaborate partendo da punti di vista molto diversi.

    Per me probabilmente è la capacità di partire dal visto, dal conosciuto, dall'introitato, in altre parole dall'essenza stessa dell'individuo e della sua storia, e in modo spontaneo e non cosciente ricavarne un'idea nuova. Quell'idea potrà essere nuova solo per te o magari per molti ma difficilmente sarà completamente originale perché tutti viviamo immersi in bagno di conoscenza diffusa e comune. Ma anche avesse la tua idea un valore di novità per te solo, questo non diminuirebbe il valore del processo creativo. Al massimo vorrà dire che non ti porterà né ad una candidatura al Nobel né, per esempio, a diventare uno chef di fama mondiale. D'altro canto va detto che la nostra idea deve pur sempre essere condivisibile, e come tale deve incontrare in qualche modo la cultura e le conoscenze degli altri, cosa che sembrerebbe negarne quantomeno l'eccesso di novità. 

    Ma non esageriamo e torniamo in cucina, prendiamo un frigorifero quasi vuoto e un'immagine mentale improvvisa come questa, rubata ai ricordi di un viaggio fatto sulle orme del Commissario Montalbano:






   Mischiamo liberamente il tutto ed ecco che ne nasce un piatto di pasta veloce e saporitissimo. Poi, mentre lo mangi, ti rendi conto di come si tratti di un ibrido, una sintesi di due classici primi piatti siciliani: la pasta con le sarde (ma senza sarde né finocchietto!) e la pasta ca' muddica (ma in una versione più ricca di sapori). Come vedete quindi niente di nuovo sotto il sole ma ciò non toglie che vi stiate assaporando un piatto squisito. E che possiate quasi sognare di stare guardando quel mare!





Ingredienti (per 2 persone):

6-8 filetti di alici sott'olio
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di uva passa ammollata e strizzata
4 cucchiai abbondanti della panure descritta QUI
200 gr di fettucce Garofalo
2 cucchiai di olio evo



Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata.
Nel frattempo in una padella antiaderente scaldate e fate sciogliere le alici, aggiungete i pinoli e fateli tostare leggermente. Unite quindi la panure e l'uva passa e fate soffriggere fino a doratura del pangrattato.
Scolate la pasta al dente e ripassatela in padella con il condimento. Prima di servire, se necessario, irrorate con un filo di olio evo a crudo.

Wednesday, 15 June 2011

crema d'asparagi con uova in camicia







    Confesso che anch'io come molti non ci capisco più nulla con questo tempo. Ieri mattina mi sono alzata e c'era il sole. Oltre il limitare del giardino però la valle era piena di nebbia (!!!!) e la collina di fronte è rimasta nascosta alla vista fino a dopo le 11. Non esattamente quello che uno si aspetterebbe in questa stagione, siamo a giugno dopo tutto!

   Una stagione che invece non riserva sorprese è quella degli asparagi. Ormai non rimane molto tempo prima che finisca e che ci tocchi attendere un altro anno prima di poter gustare queste meraviglie. Giusto il tempo, se volete, di provare questa ricettina che unisce asparagi e uova (quale matrimonio è più riuscito?) in modo delicato, perfettamente in grado di enfatizzare le virtù di entrambi gli elementi.






   L'altro aspetto positivo di questa preparazione è squisitamente pratico: volendo gli step 1 e 2 possono essere preparati in anticipo, lasciando solo il tocco finale per l'ultimo minuto - una possibilità sempre interessante, particolarmente se ci sono ospiti.







Saturday, 7 May 2011

Le farfalle e la Margherita.

   Ma quanto è buona la pizza Margherita?!!



   
   Le pizze, si sa, sono tante, milioni di milioni (anche se magari  non Negroni, LOL!), e ognuno ha la sua preferita. Per me, non c'è dubbio, è la Margherita.  Gusto semplice e schietto: pomodoro, origano e mozzarella, quasi a dire inopinabilmente Mediterraneo, e basta. Nessuna convoluta idea di accoppiamenti di sapori. Siano questi classici o temerari. 
  
   E allora, per quale ragione non dovrebbe funzionare come sulla pizza anche sulla pasta? Nessuna, infatti, con l'avvertenza ovvia di puntare sempre su ingredienti di prima qualità, il risultato è un piatto 'de noiartri', semplice ma squisito.

   Parliamo di ingredienti allora. La mozzarella, che si scioglie al punto giusto al contatto con il sugo e la pasta bollente, deve essere di bufala. Il pomodoro deve essere fresco, tanto meglio se autoprodotto. Ora come ora dalle nostre parti è ancora un po' prestino per dei pomodori che si rispettino. Ma è anche vero che i primi matureranno tra poco. Non è quindi una cattiva idea dare fondo alle scorte dell'anno scorso, in tempo per fare spazio nel freezer. Si, freezer, perchè a me non piace la conserva ma prediligo invece i sughi poco cotti dove si sente il fresco del pomodoro. Ogni anno perciò mi riempio il freezer di barattoli da 250 gr di sugo, preparato semplicemente con pomodori sbucciati e aromi, che poi andrà a condire le paste invernali o fare da base ad altri piatti.

    




Tuesday, 19 April 2011

Radiatori con ricotta al timo e fiori di lavanda






    Come succede spesso, oggi avevo a pranzo un amico che è anche il nostro giardiniere+uomo-di-fiducia+tuttofare. Una specie di contratto informale prevede che quando lavora da noi parte del compenso sia costituita dal 'vitto' (quando comincerà a chiedere anche l'alloggio ve lo farò sapere. LOL!). E' una splendida persona, ma di quelli che per quanto riguarda il cibo può alla meglio essere definito un tradizionalista. Credo che niente per lui abbia mai battuto le cotolette impanate che gli cucinava la madre. Non so se rendo l'idea. Beh, a casa mia ha vita dura perché lo costringo a sperimentare continuamente l'ultima idea che mi è appena passata per la testa.

   Come oggi. Poco tempo per cucinare, ancora meno per fare una spesa ad hoc. Però, il neurone gastronomico era bello attivo. Così alle 12,45 dico: butto una pasta, ok? Si, ma con cosa condirla?
   Fortuna vuole che ieri avevo fatto una scappata al mercato del paesino a fianco. Lì quasi tutti i lunedì c'è la Giulia. Personaggio importante, la Giulia. Questa mia vicina di collina - di cui non conosco bene la storia ma sicuramente so che è una persona di quelle che a un certo punto della vita si reinventano - alleva capre. E ... dal loro latte produce alcuni dei migliori formaggi che io abbia mai assaggiato. Qualche esempio: il suo famoso 'Tal dul Beck', un taleggio di capra da svenire, il cremosissimo 'Blu', il 'Primosale di Capra', che solo a scriverne mi colano le bave. E la ricotta. Una cosa grigiastra e  bruttina allo sguardo, ma che quando l'assaggi...
   Ieri mi ero appunto portata a casa una di queste ricottine. Il condimento della pasta è venuto da solo. Mi è bastato pensare in sequenza: con la ricotta cosa ci metto? Del timo. E con il timo? Un pizzico di fiori di lavanda!

   Il mio amico tradizionalista (a cui non dico mai cosa sta per assaggiare!) ha commentato con un 'uhm, questa pasta si lascia mangiare'. Tradotto equivale ad un 'buonissimo'. Ed ha proceduto a spazzolare lo spazzolabile.









Saturday, 2 April 2011

O' Mariuolo tonno e ceci al cumino in tre mosse.



   


   Cercherò di non eccedere con il sentimentalismo nello scrivere questo post. Ma sappiate che se non dovessi riuscirci la colpa è tutta di Cleare di 'Il PomodoRosso' e del suo contest La pasta degli studenti ... con 5 ingredienti. Si, perché il tema ha riportato in primo piano una quantità di ricordi di un periodo che, nonostante quello che potesse sembrare allora, è stato in retrospettiva uno dei più belli.
   E' passato un volutamente imprecisato tot di anni. Studiavo economia all'università di Bristol in Inghilterra e con altri 5 studenti vivevamo in una casa dove regnava il solito caotico e allegro andirivieni, tra amici, fidanzati et al. A tavola si era sempre in un numero da zero a infinito, senza mai sapere in anticipo chi si sarebbe aggiunto. Quello che era certo era il ridottissimo budget, la propensione a spenderne una buona parte in birra (LOL!!), e una scarsa capacità di riconoscere il cibo salutare dal più comune e studentesco 'junk-food'.
    Eppure sono stati proprio quelli gli anni in cui è nata la mia passione per la cucina, un po' per necessità, ma tanto anche grazie agli stimoli della vita in comune. Spigolando tra un paio di libri di cucina unti e bisunti, seguendo esempi ed insegnamenti degli amici, sopravvivendo ad esperimenti a dir poco fantasiosi... Non vi voglio inorridire con le paste che ho visto preparare da un gruppo di inglesi ventenni, di sicuro la mia - grazie se non altro alle mie radici italiane - era una delle poche che rientrava nella categoria del commestibile,  e come tale molto gettonata.
   Tra le tante varianti ce n'è una in particolare che continuo a preparare ancora oggi perché nonostante la semplicità e la pochezza degli ingredienti è buonissima. Pronta in tre mosse, oggi la servo spesso fredda come insalata di pasta, perfetta per un buffet come per più rustici picnics. E' la pasta tonno e ceci al cumino.

Friday, 11 March 2011

risotto con radicchio trevigiano e scamorza affumicata






   
   Io mi ricordo ancora quando il risotto con il radicchio stupiva. Non sono neanche passati tanti anni ma nel frattempo ha perso tutta la sua aria di novità, anzi ormai si può annoverare tra i classici. Però a un certo punto partono le variazioni sul tema e sono certa che quasi ogni cuoca abbia la sua versione prediletta. Questa è la mia perché a mio avviso il leggero affumicato della scamorza si sposa a meraviglia con l'amarognolo del radicchio...


Tuesday, 22 February 2011

conchiglioni con zucchine, zafferano e robiola di roccaverano

    Era tardi, anzi tardissimo questa sera quando sono arrivata a casa. Avevo passato la giornata a Torino a spigolare tra i libri e le proposte di Eataly ma soprattutto a verificare nel dettaglio quanto offerto da un negozio di strumenti per la cucina recentemente scovato dalla Eli. Non che mi stia lamentando, anzi. Diciamo che è si è trattato di una giornata piena e interessante, stancante ma in una maniera più che piacevole.
      Il problema però era un altro: a casa mi si aspettava, pronta a mettere la cena sul tavolo, ed improvvisamente io mi rendevo conto di non averci dato il benchè minimo pensiero. Non restava che ricorrere ai contenuti della dispensa per mettere insieme una di quelle ricettine che con poco tempo e fatica risolvono ogni situazione.
     Un immediato scan fotografico mentale del mio frigo per ricordare di avere acquistato ieri al mercato del paese più vicino delle magnifiche zucchine invernali, sapete quelle belle scure che in questa stagione danno un annuncio di primavera. Mente locale su vari ritagli e avanzi e voilà la soluzione è pronta: un bel piatto unico di quelli dove la pasta è poco più che una scusa ed un accompagnamento a una bella montagna di verdure.












Sunday, 20 February 2011

radici: risotto alla milanese

Uffa!, Che barba, che noia! Che noia, che barba!
No, no, non dite così. Lo so che un RISOTTO ALLA MILANESE può sembrare poca cosa nell'universo dei blog culinari. Ma abbiate pazienza. Questo è prima di tutto un omaggio alla mia mamma, e poi mi è capitato più di una volta di incocciare in ricette di questo classico della cucina italiana che mi hanno fatto inorridire! Sarà che le cose note si danno spesso per scontate - un po' come i fidanzati di lungo corso???
Eccovi quindi come si fa - da sempre - a casa mia.








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